Ripercorrere la storia de “La Mela Secca”, piccolo ma splendio agiriturismo delle terre di Portofino, significa compiere un viaggio nel tempo che ci riporta a cavallo degli anni ’80, quando un giovane cuoco, “Nando” Di Martino, decide di attrezzare a ristorantino il suo rustico a Santa Margherita Ligure con vista aperta sul golfo del Tigullio.

Non si trattava, però, di un rustico qualunque. “Nando” aveva acquistato il rustico pochi anni prima dagli eredi di una vecchia signora che alla profonda conoscenza di erbe e rimedi curativi tradizionali univa un carattere tipicamente ligure, sparagnino e poco propenso a scialare le poche risorse che consentivano alla generazione precedente il boom economico italiano di tirare a campare.

Fatto sta che la guaritrice si guadagna il soprannome di “Mela Secca”, che passa a indicare anche la sua bella dimora sita nell’altrettanto bella e soleggiata Via Tre Scalini: “Vado a chieder consiglio alla Mela Secca”, si usa dire fra i vicini che ricorrono ai suoi medicamenti dagli echi magici e taumaturgici.

La decisione di come chiamare il ristorante appare scontata. Anche quando a metà degli anni ’90 il locale trasferisce temporaneamente in Via per San Lorenzo (prima di ritornare alla sua location originaria negli anni ’00) porta con sé quel nome così curioso. E così accade anche nel 2010, l’anno in cui “La Mela Secca” e Nando vivono il loro trasferimento definitivo nella residenza attuale, Torre San Gioacchino, che da Via Tre Scalini dista solo qualche centinaia di metri.

Grazie alla mano di “Nando” Di Martino, da vecchia colonia estiva gestita da religiose, Torre San Gioachino risorge a splendido agriturismo infiorato, dall’eleganza saggiamente naif, che dietro al proprio carattere rustico cela una bellezza selvatica, antica, nobile, impreziosita dalla seicentesca cappella affrescata dove fa bella mostra di sé un quadro del Paggi.

Quattro camere arredate con certosino rispetto del “genius loci” ospitano oggi turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del Mondo, mentre l’antica vocazione culinaria viene proseguita sia nell’antico refettorio ristrutturato che nel giardino con vista panoramica, incastonato fra orti terrazzati “alla ligure” e rigogliosi uliveti.